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Articoli Progetto Omega

14 Nov

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RIVIVI LA NOSTRA ESPERIENZA ALLE FIERE INTERNAZIONALI ZOOTECNICHE DI CREMONA

14 Novembre 2018 | By |

PERCHÉ ABBIAMO PARTECIPATO ALLE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI DI CREMONA

La manifestazione di Cremona è il principale appuntamento fieristico specializzato in Italia sulla zootecnia, un punto di riferimento internazionale, che ci ha permesso di incrementare la nostra presenza sul territorio italiano e di sviluppare l’export.

Durante la fiera abbiamo parlato di innovazione, focalizzando l’attenzione sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale delle produzioni zootecniche. In particolare, abbiamo raccontato come con Deatech si possono ottenere performance elevate in allevamento migliorando anche la propria qualità della vita. Questo è lo spirito con il quale ci siamo confrontati in prima linea con il panorama zootecnico.

 

COME ABBIAMO ORGANIZZATO L’EVENTO

Il nuovo stand, rinnovato sotto molteplici aspetti, ha messo ancora più in evidenza i valori alla base di Deatech e si è rivelata la scelta ideale per valorizzare i progetti aziendali. Numerosi sono stati gli scambi di idee, grazie anche alla valorizzazione di temi che hanno suscitato un crescente interesse negli allevatori che ci sono venuti a trovare.

Inoltre, la stretta collaborazione con i nostri partner internazionali ci ha permesso di organizzare momenti di incontro molto interessanti in cui sono state presentate le ultime innovazioni tecnologiche ed i soddisfacenti risultati di campo. Da sempre la presenza di una squadra internazionale nel nostro stand riscuote grande approvazione tra gli allevatori e rappresenta uno strumento di crescita per tutta l’azienda.

LA NOSTRA ESPERIENZA ALLE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI DI CREMONA

Tra le novità da segnalare di questa edizione rivestono particolare importanza gli incontri con degustazione nel nostro stand, una serie di appuntamenti appositamente pensati per approfondire i temi che rappresentano il presente ed il futuro di Deatech e per assaporare i prodotti di Filiera Nutrizionale con Omega 3 naturali e ad elevata qualità nutrizionale.

In particolare, nel nuovo spazio all’interno dello stand, abbiamo concentrato l’attenzione sui seguenti argomenti:

  • Robot Omega: l’approccio a 360° (nutrizionale, ma anche molto di più) per far funzionare al meglio la stalla a mungitura robotizzata.
  • Nutri Salus: il regime per l’alimentazione degli animali basato su sostanze naturali che evitano l’uso del farmaco.
  • Optimum, il primo alimento: il progetto per l’introduzione degli alimenti liquidi nella nutrizione animale.
  • Filiera Nutrizionale: il progetto che, attraverso l’alimentazione zootecnica, valorizza il nostro cibo dal punto di vista della qualità nutrizionale e del benessere animale.

Grande motivo di orgoglio per tutta l’azienda ha rappresentato l’assegnazione al progetto Robot Omega del premio Targa Beltrami, riconoscimento che ogni anno viene attribuito ad aziende che si sono distinte per l’impegno e i risultati ottenuti nel campo dell’innovazione, della ricerca e delle soluzioni per l’allevamento.

Il premio, promosso dal Comizio Agrario di Cremona, è stato ritirato da Andrea Zanetti, Project Manager di Robot Omega. Il progetto è stato premiato per essersi distinto nel campo della mungitura robotizzata coniugando qualità della vita dell’allevatore, benessere animale ed efficienza riproduttiva e produttiva della mandria.

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05 Nov

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La stalla robotizzata va nutrita in modo speciale

5 Novembre 2018 | By |

Una stalla con robot di mungitura ha particolarità sue, che coinvolgono tutti gli aspetti della gestione.  In particolare l’alimentazione delle vacche. Quello che si fa in mangiatoia, ma anche quantità e qualità del mangime dato al robot, possono fare la differenza. Servono conoscenze precise, esperienza, grande bagaglio di dati per impostare un programma efficace, soprattutto per stalle ad alte prestazioni. Da oggi l’allevatore può contare sul progetto Robot Omega di Deatech: un approccio a 360° (nutrizionale, ma anche molto di più) per far funzionare al meglio la stalla robotizzata.

Passarono al robot di mungitura e vissero per sempre felici e contenti. Un aggiustamento del finale di tante storie a lieto fine, ma per Dionigi De Grandis, general manager di Deatech srl, questo finale non sempre si può applicare alla vicenda di chi passa dalla mungitura tradizionale a quella robotizzata. Ci sono situazioni, molte più di quanto si creda, nella quali gli obiettivi che stavano alla base della scelta fatta sono visti solo da lontano: meno latte prodotto, pochi accessi, alti rifiuti, problemi metabolici crescenti nelle vacche e, a seguire, acidosi e problemi podali.

La questione si complica per stalle ad altissime prestazioni

Un quadro critico, ma – assicura – non esagerato. Soprattutto per quelle stalle ad altissime prestazioni, magari con una routine di tre mungiture, nelle quali il passaggio al robot può rivelarsi problematico. Una questione di posizionamento dei robot, di passaggi, di aree di accesso, di misure, di controllo delle temperature, sicuramente. Ma c’è anche una questione ampiamente sottovalutata secondo Deatech: quella nutrizionale.
Della mandria e dei singoli capi, cosa che conduce prima o poi a criticità nel metabolismo delle bovine, accentuando sempre di più la serie di problemi elencati prima. Un problema nutrizionale che trova la sua ragione di base soprattutto in una strategia sbagliata: dare tanto concentrato al robot, troppo, e con una limitata, o inesistente, differenziazione tra linee di mangimi per differenti esigenze di gruppi e singoli animali.
E, collaterale a questo errore, ridurre eccessivamente l’apporto nutrizionale alla mangiatoia, con unifeed insufficienti per quantità e per composizione. “Si fa questo – sottolinea Dionigi De Grandis – perché c’è la convinzione diffusa che la frequente e ottimale frequentazione del robot di mungitura sia legata essenzialmente all’effetto attrattivo del mangime dato dal robot. Così si tende a darne molto, e per maggiore certezza, si riduce progressivamente l’apporto della miscelata in mangiatoia, con l’idea che ‘affamare’ un po’ le vacche sia la mossa più corretta”.

Approccio sbagliato

Invece? “L’approccio è totalmente sbagliato” – sottolinea Andrea Zanetti, responsabile del Progetto Robot di Deatech. “Sbagliato, e portatore di problemi crescenti nella mandria. Innanzitutto è sbagliato ridurre molto i quantitativi di unifeed: la razione, anche con il robot di mungitura, deve rimanere ancorata alla miscelata. Certo, deve essere una miscelata corretta, impostata adeguatamente. Già qui notiamo tanti problemi: spesso è troppo umida, i rapporti energetici e proteici sono inesatti, mancano efficaci integrazioni e, se anche ci sono, a volte vanno a penalizzare l’appetibilità della miscelata. Tutto questo si accentua in estate, con il caldo e i problemi che esso comporta. Poi c’è la questione mangime. Noto un primo errore frequente nelle stalle con robot di mungitura: si utilizza una sola linea di mangime, valido per tutte le vacche e per tutte le fasi produttive. Eventualmente si lavora sulla quantità fornita in base alla fase di lattazione, ma niente di più. Insomma: niente nutrizione di precisione, impostata quasi capo per capo, con più linee di mangime a differente composizione energetica e proteica in base alla fase di lattazione. Non è tutto. Servono mangimi i cui componenti siano estremamente appetibili per le vacche, in grado di essere efficaci anche in quantità relativamente modeste”. “Anche questo – continua il dr. Zanetti – impedisce di sfruttare pienamente le potenzialità del robot come strumento di nutrizione di precisione, di applicare specifiche curve di alimentazione, e si finisce con l’appiattire la produzione di mandrie estremamente produttive, di penalizzare gli animali, allontanandosi dai picchi di produzione e gettando le basi per squilibri metabolici a gravità progressiva.
L’acidosi ruminale è quasi inevitabile, le vacche ruminano meno, si muovono meno (anche per il sopraggiungere di problemi podali), si ingravidano con maggiore difficoltà, le lattazioni si allungano, il robot è usato in maniera non economica. Senza contare lo stress e la frustrazione per l’allevatore”.

Robot Omega

Per aziende in cui questa situazione critica è la realtà, o per evitare che insorga per stalle che si accingono a compiere il grande passo verso la mungitura robotizzata, Deatech ha creato un programma mirato, con tecnici specialisti appositamente formati.
Si chiama Robot Omega e si rivolge a tutti gli allevatori con robot di mungitura, o a coloro che sono prossimi al loro inserimento in stalla, per assicurare risultati, efficienza, produzione, sanità della mandria, massima fertilità e tranquillità dell’allevatore.
Robot Omega è molto più di un programma di assistenza: è una strategia globale alla gestione della stalla a mungitura robotizzata. Robot Omega poggia su due pilastri, nutrizionale e gestionale:
– A.M.F. – Automatic Milking Feed: è una linea di mangimi complementari che si differenziano
dalla normale tecnologia italiana poiché sono altamente appetibili e soddisfano al meglio i fabbisogni della mandria.
– R.Ω.S. – Robot Omega Service: è un servizio di assistenza tecnica che segue l’allevamento a mungitura robotizzata in tutte le sue fasi: progettazione, gestione, programmazione e monitoraggio.

La forza degli omega 3

Naturalmente la forza del Progetto Robot Omega è assicurata da una base di conoscenze nutrizionali, di programmi alimentari, di scelte foraggere, di esperienze fatte in moltissime aziende nelle quali Deatech ha portato avanti con successo il proprio programma Omega, garanzia di alta fertilità, massima sanità della mandria, lattazioni corte, manze pronte in meno tempo e, naturalmente, tanto latte prodotto.
Dietro questa crescita c’è una revisione meticolosa del management aziendale, a partire dalla sfera alimentare. Punto centrale del cambiamento è la rimodulazione del razionamento (con inserimento di acidi grassi omega 3, immunomodulatori, stimolatori della funzionalità ruminale), avente lo scopo di ottenere un innalzamento generale della sanità delle bovine, punto di partenza indispensabile per alte produzioni, buona fertilità, migliorata capacità di difendersi dalle infezioni.
Il lavoro in mangiatoia viene ovviamente accompagnato anche da tante attenzioni a tutto campo: ad esempio al miglioramento del benessere animale, con correzione di alcuni punti critici, e alla definizione di precisi protocolli di lavoro, con particolare attenzione al periparto, alla raccolta precisa e rigorosa dei dati e alla loro analisi per verificare l’efficacia dei cambiamenti apportati.
Tutto questo viene raccordato e adattato a stalle con robot di mungitura, creando una apposita linea di azione, specifici prodotti, ma mantenendo la stessa filosofia: individuare il problema, definire gli obiettivi, stabilire i vari step operativi, verificare i risultati. Il tutto con un coinvolgimento continuo dell’allevatore.

L’esperienza dell’azienda Meinardi di Moncalieri

E veniamo all’azienda Meinardi di Moncalieri. Qui la bontà dell’approccio Deatech è stata validata sul campo, in una sfida impegnativa. Stalla di 120 capi in mungitura, ottime produzioni, da circa un anno è passato alla mungitura con il robot, con due stazioni inserite a distanza di circa sei mesi l’una dall’altra.
Come racconta Flavio Meinardi, titolare della stalla, l’esperienza è stata meno liscia e piacevole di quanto pensasse. Via via sono andati crescendo i problemi di ridotto accesso alla mungitura. Questo è stato il primo elemento di criticità. A questo problema, posto che il posizionamento delle macchine e il layout complessivo della stalla non suscitava particolari punti interrogativi, la risposta che via via vari tecnici succedutisi nell’assistenza hanno fornito è stata quella di agire sulla leva alimentare. Ridurre la quantità di unifeed (fino a togliere 6/7 kg giorno per capo) e aumentare il concentrato, che al robot arrivava a 5/6 kg.
Ma perseverare in una scelta sbagliata, come questa si è rivelata, non può che portare a una complicazione del problema che si voleva risolvere.
E così era: vacche che riducevano i tempi di ruminazione, calo delle produzioni, calo del grasso, problemi podali crescenti che non facevano altro che accentuare i limiti di accesso al robot delle vacche.

Team Robot Omega all’opera

Questa la situazione che si è trovato di fronte il team Deatech, chiamato a proporre una soluzione che togliesse la stalla dai problemi e garantisse nuovamente serenità all’allevatore. “Si è lavorato per passi successivi – racconta Dionigi De Grandis. “Inizialmente si è lavorato sulla miscelata.
Abbiamo ridotto la sua umidità, che era eccessiva, modificato i rapporti tra energia e proteine, aggiunto stimolatori ruminali e omega 3. Il tutto basandoci sulle nostre tabelle nutrizionali, frutto della più recente e avanzata ricerca dell’Inra francese. A questo punto abbiamo cominciato a lavorare sulla gestione del mangime operata dal robot. Senza modificare il mangime, abbiamo diviso in vari gruppi omogenei la mandria per età e fase produttiva, e per ognuno di essi abbiamo inserito le nostre curve di somministrazione.
Terzo passo, infine, dopo circa sei mesi di lavoro, con la sostituzione dei mangimi dati dal robot e l’inserimento di quelli specifici della linea Deatech.
Sono due i mangimi specifici per stalle con robot creati da Deatech: hanno una differente percentuale di proteina ed energia, e dietro la loro produzione c’è la ricerca di materie prime ad altissima appetibilità, ricchi di omega 3 e con modulatori ed integrazioni specifiche.
Quello della doppia linea di mangimi è l’approccio elettivo di Deatech, che tuttavia ha anche messo a punto un mangime che può fare da unico concentrato, per quelle realtà, o quelle fasi, nelle quali si volesse puntare su un solo tipo di mangime.
E, altro punto cardine dell’approccio Deatech, la quantità di mangime dato dal robot deve essere limitata, adeguata a coprire le necessità nutrizionali delle bovine e attrarle al robot, ma non i molti chilogrammi per capo che sono spesso la regola in tante stalle.

Torna il sorriso

Dopo circa un anno di protocollo Deatech le cose nell’azienda Meinardi si sono decisamente messe al bello: produzione che sta tornando ai livelli pre-robot, con medie di 32-33 kg anche nei mesi più caldi.
Ma, soprattutto, aumento della fertilità della mandria e della percentuale di vacche gravide, lattazioni che si sono accorciate e tutto fa pensare che si arrivi a toccare a inizio anno prossimo produzioni di 37-38 kg.
Con il complemento non indifferente di aver riportato grande serenità in allevamento, con allevatore soddisfatto a molto più ottimismo di un anno fa.

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01 Ott

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DEATECH ALLE FIERE ZOOTECNICHE INTERNAZIONALI DI CREMONA PER UN ALLEVAMENTO AL PASSO COI TEMPI

1 Ottobre 2018 | By |

PERCHÉ CI DOVRESTI VENIRE A TROVARE AL NOSTRO STAND

  1. Per conoscere in anteprima le nostre ultime innovazioni tecnologiche
    Presenteremo ufficialmente le recenti novità aziendali frutto di diversi anni di ricerca e sviluppo.
  2. Per trovare soluzioni concrete alle tue esigenze
    La squadra di lavoro Deatech sarà a tua disposizione per proporti soluzioni su misura con l’obiettivo di migliorare la tua qualità della vita.
  3. Per degustare i prodotti alimentari ottenuti tramite i nostri specifici protocolli di produzione
    Potrai assaporare i nostri prodotti con Omega 3 naturali e ad elevata qualità nutrizionale.

COME PARTECIPEREMO ALLA MANIFESTAZIONE

  1. Con innovazione
    Saremo presenti all’evento con uno stand completamente rinnovato ed ultramoderno.
  2. Con coinvolgimento
    Potrai partecipare a diversi incontri di presentazione delle novità aziendali direttamente all’interno del nostro stand.
  3. Con una squadra internazionale
    Avrai l’opportunità di entrare in contatto con i nostri partner internazionali che durante la manifestazione presteranno le ultime innovazioni tecnologiche ed i soddisfacenti risultati di campo.

COSA PRESENTEREMO DURANTE LA FIERA

Come ogni anno potrai trovarci al padiglione 2 – stand GH 265.
Le novità che presenteremo durante questa edizione della manifestazione di Cremona saranno:

  1. Robot Omega: l’approccio innovativo alla gestione globale della stalla a mungitura robotizzata.
  2. La nutrizione che evita l’uso del farmaco: le tecnologie e i risultati della strategia alimentare che ha consentito di ridurre drasticamente l’uso del farmaco nell’allevamento suino.
  3. Filiera nutrizionale: l’alimentazione zootecnica che valorizza le produzioni degli allevamenti dal punto di vista della qualità nutrizionale e del benessere animale.
  4. Optimum, il 1° alimento: l’approccio per l’introduzione di alimenti liquidi nella nutrizione animale.

Se sei interessato a venirci a trovare contattaci per avere in omaggio il biglietto per l’ingresso alla fiera

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14 Set

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IL ROBOT DI MUNGITURA NON È UTILIZZATO COME VORRESTE? CHIAMATE L’ALIMENTARISTA

14 Settembre 2018 | By |

Riportiamo un interessante articolo di Luca Acerbis sull’utilizzo efficiente del robot di mungitura.

Condividiamo i motivi per i quali non sempre questa tecnologia dà i risultati attesi. Soltanto una gestione globale ed efficiente della stalla a mungitura automatizzata potrà far esprimere il vero potenziale del vostro investimento e dei vostri animali.

 

Se un robot di mungitura non “lavora” con l’efficienza desiderata dietro ci possono essere tanti motivi. Tanti motivi, intendo, che niente hanno a che fare con la tipologia di macchina scelta, la tecnologia usata, il colore del produttore.

Certo, ci possono essere anche questi, ci mancherebbe, ma la tecnologia a questo riguardo ha fatto tali progressi e offre standard tali che forse sarebbe meglio puntare l’attenzione su altro.

Ossia tutto ciò che con il robot in senso stretto, inteso come macchina,  non ha a che fare, ma lo ha molto di più con quello che è il lavoro di ogni giorno dell’allevatore, che può gestire e controllare. E, all’occorrenza, modificare.

Percorsi, posizionamento, ostacoli, problemi podali, sovraffollamento, ventilazione e climatizzazione nell’area di accesso e alimentazione delle bovine, per citarne un po’.

Senza trascurare l’importanza di tutti gli altri, questo allevatore, che ha vari robot da oltre dieci anni, sottolineala questione alimentazione.

In base alla sua esperienza indica la relazione stretta che c’è tra unifeed, mangime dato nel robot e sulla frequenza ottimale di mungitura.

“Questo perché – sottolinea – dalle vacche il robot è visto soprattutto come una stazione di alimentazione e quindi la maggiore o minore attrazione che esso esercita è molto legata alla parte alimentare.

Con l’inserimento del robot bisogna trovare un buon equilibrio tra quello che si da alle vacche con l’unifeed e il concentrato che verrà dato loro nel robot di mungitura.

L’unifeed deve essere completo, ma non deve soddisfare completamente le necessità della bovina per la parte energetica, così da darle lo stimolo di recarsi al robot e mangiare dell’altro.

Anche il concentrato deve avere caratteristiche particolari: deve essere ben pellettato per non sbriciolarsi nella fase di trasporto, specialmente nei casi in cui le linee di trasporto del mangime siano lunghe.

E poi deve essere molto appetibile e possibilmente deve essere percepito dalle vacche come qualche cosa di diverso rispetto a quello che trovano nella mangiatoia.

Per queste ragioni è importante che anche l’alimentarista sia coinvolto allorché si collochi il robot di mungitura in azienda, e se si vuole che funzioni meglio.

Basta un concentrato poco appetibile e diminuisce l’accesso delle vacche al robot e quindi la produzione”.

A riprova di tutto ciò che ha evidenziato l’allevatore, non mancano esempi di aziende con robot di mungitura nelle quali un cambio di mangime, fatto per le ragioni più varie, ha comportato un diverso accesso delle vacche al robot, con conseguente penalizzazione della mungitura.

Dunque, parlando di mungitura e di robot, meglio non dimenticare che è certamente una questione di latte munto, ma è anche una importante questione di alimentarista.

 

A breve lanceremo Robot Omega, l’approccio innovativo alla gestione globale della stalla a mungitura robotizzata.
Continua a seguirci per saperne di più.

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05 Set

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ANTIBIOTICI IN ALLEVAMENTO: COME RIDURLI?

5 Settembre 2018 | By |

Deatech da sempre lavora per la sostenibilità sociale delle produzioni agroalimentari elaborando sistemi che riducono l’utilizzo dei farmaci in allevamento. Per questo motivo condividiamo la filosofia e i concetti espressi nel seguente articolo a cura del giornalista Angelo Gamberini che descrive in modo chiaro come il mondo zootecnico si pone in merito all’utilizzo degli antibiotici in allevamento. 

C’è molta confusione sugli antibiotici e sul fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Lo conferma un’indagine della Commissione europea sulla consapevolezza che di questo argomento hanno i cittadini europei.

Un dato per tutti: il 57% del campione preso in esame ignora che gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro i virus. In Italia questa percentuale sale al 60%. E mentre si usano a sproposito nell’uomo quando non servono, si crede erroneamente che le carni ne siano imbottite. Semmai è vero il contrario.

Lo prevedono le norme sull’impiego dei farmaci veterinari (anche imponendo i tempi di sospensione) e lo confermano i dati di Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare: le analisi più recenti, del 2016, dicono che la percentuale di presenze di farmaci e altre sostanze indesiderate si è fermata allo 0,31% e in particolare per gli antibatterici il dato figura fra i più bassi.

Ciò non significa che il fenomeno dell’antibiotico-resistenza sia da sottovalutare, ma che è finalmente da affrontare in un’ottica più aderente al principio “One Health”, una “salute unica” che coinvolga uomo e animali. Valutazioni dell’Ocse sulle dimensioni del fenomeno affermano che in Europa la resistenza antimicrobica è responsabile ogni anno di 25mila decessi, cifra che sale a 700mila se il perimetro si allarga a tutto il mondo. Ma ancora più preoccupanti sono le proiezioni che stimano in dieci milioni i decessi che si potrebbero avere nel 2050 se non si prenderanno adeguate contromisure.

Gli allevamenti stanno facendo da tempo la loro parte, iniziando a fronteggiare il problema ancor prima che il legislatore europeo lo imponesse con regolamenti e direttive. Come? Ad esempio avendo abbandonato da anni l’impiego auxinico (piccole dosi per favorire la crescita): gli antibiotici entrano in allevamento solo quando sono indispensabili per curare gli animali.

Questione di costi, oltre che di opportunità. Meglio invece la prevenzione. E se proprio bisogna intervenire, oggi sono molte le alternative, grazie all’impegno e all’intuizione dei tanti ricercatori al lavoro nel trovare sostituti agli antibiotici da utilizzare in campo animale. Impossibile ricordarli tutti, ma alcuni meritano di essere citati, per l’efficacia o per l’originalità del percorso.

Fra questi le esperienze di Yang Wang e collaboratori, del collegio di Scienze animali dell’Università di Zhejiang, ad Hangzhou, in Cina. Impiegando nei suinetti un probiotico a base di Bacillus amiloliquefaciens, hanno ottenuto risultati vicini a quelli dei comuni antibiotici.

C’è invece chi ha puntato sull’ozono. Se può essere utilizzato per sanificare le acque e le sale operatorie, perché non potrebbe essere utile per l’igiene degli allevamenti? Il quesito ha trovato risposta positiva, confermando che con l’ossigeno-ozono-terapia applicata in campo zootecnico si può contrastare il proliferare di virus, batteri e malattie infettive. Ovvia conseguenza, la riduzione degli antibiotici. Altri ricercatori (come Zhai H. e coll) hanno dimostrato che l’acido benzoico migliora la salute intestinale dei suinetti. Risultato? meno malattie e meno antibiotici.

Lungo poi l’elenco dei prodotti naturali che si stanno utilizzando in zootecnia al posto degli antibiotici. Ci sono gli acidi grassi a corta catena, come l’acido butirrico, e i tannini, capaci di effetti batteriostatici e battericidi, evidenti nel caso dei ruminanti.

Per gli avicoli si può ricorrere ai monogliceridi sintetici, che offrono buone opportunità di abbattimento di patogeni temibili, come la Salmonella o il Clostridio. Poi le batteriocine, peptidi di origine batterica che potrebbero rivelarsi una valida alternativa all’utilizzo di antibiotici, come suggerisce una ricerca dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie.

Non meno interessante le opportunità offerte da alcuni tipi di alghe. Ricercatori francesi hanno dimostrato che l’alto contenuto in polisaccaridi solfitati conferisce loro proprietà antimicrobiche. Utilizzate negli alimenti per gli animali sarebbero in grado di modulare la risposta immunitaria degli animali stessi.

Curiosa anche la riscoperta delle proprietà antibiotiche dell’aglio, la cui attività antimicrobica si rivelò utile durante la prima guerra mondiale, quando le ferite infette venivano trattate con succo di aglio (la “penicillina russa”).

Questo elenco potrebbe continuare a lungo, ma già da questa sintesi incompleta emerge il forte impegno in campo zootecnico per evitare o almeno limitare l’uso degli antibiotici. Un obiettivo importante, che responsabilmente gli allevamenti da carne, ma anche quelli da latte, si sforzano di raggiungere. Sia utilizzando antimicrobici diversi dagli antibiotici, sia ricorrendo più spesso alla vaccinazione. Ma anche aumentando negli allevamenti le misure di biosicurezza, perché prevenire non solo è meglio che curare, ma soprattutto costa meno.

E’ di giugno 2018 la proposta della Commissione ambiente sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo di vietare l’impiego degli antibiotici per trattamenti di massa. In pratica, non sarà più permesso l’uso di questi farmaci su tutto il gruppo di animali a rischio di malattia, ma si passerà agli interventi individuali e solo a malattia presente nel singolo animale. Sempre, ovviamente, sotto il controllo di un medico veterinario, come già oggi avviene. Al momento solo una proposta, che ha buone probabilità di tradursi in un atto legislativo e quindi divenire un obbligo.

Il mondo degli allevamenti è già pronto a raccogliere questa sfida e da tempo, come si è visto, sta mettendo a punto strumenti alternativi agli antibiotici. Ma non si può chiedere alla sola zootecnia di risolvere il problema dell’antibiotico-resistenza. Se un impegno altrettanto forte non caratterizzerà presto la medicina umana, la lotta ai super batteri non avrà successo.

Angelo Gamberini

Giornalista professionista, laureato in medicina veterinaria, già direttore responsabile di riviste dedicate alla zootecnia e redattore capo di periodici del settore agricolo, ha ricoperto incarichi di coordinamento in imprese editoriali. Autore di libri sull’allevamento degli animali, è impegnato nella divulgazione di temi tecnici, politici ed economici di interesse per il settore zootecnico.

Fonte: www.carnisostenibili.it

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29 Ago

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LA GESTIONE DELL’AMBIENTE DI STALLA CONTRO LO STRESS DA CALDO

29 Agosto 2018 | By |

Perché poniamo l’attenzione anche sulla gestione dell’ambiente di stalla

Il mantenimento in stalla di condizioni ambientali “normali” è un aspetto di fondamentale importanza anche durante il periodo caldo dell’anno. Se questo non avviene, le bovine si troveranno in una situazione di disagio dovuta allo stress termico.

Deatech, per risolvere definitivamente questo problema, integra il suo  approccio alimentare con una strategia ambientale che garantisce condizioni ideali in grado di permettere all’allevatore di:

  • Valorizzare gli investimenti aziendali sostenuti ed orientarsi al meglio verso quelli futuri.
  • Incrementare le performance riproduttive delle bovine aumentando il numero di gravidanze estive.
  • Mantenere gli animali in una condizione di benessere costante.

Come lavoriamo sull’ambiente di stalla

La nostra strategia di gestione dell’ambiente di stalla è studiata per lavorare su tutti i fattori in grado di limitare la condizione di stress dell’animale. I motivi che ne garantiscono l’elevata efficacia anche durante i momenti di caldo più intenso sono:

  • La tempestività: la strategia viene messa in atto già a partire da aprile, mese in cui l’animale inizia a soffrire a causa del caldo.
  • L’innovazione: grazie all’ausilio di tecnologie e strategie gestionali all’avanguardia adottate dopo anni di ricerca sul mercato internazionale.
  • La flessibilità: legata alla capacità di migliorare le condizioni ambientali di qualsiasi stalla partendo dall’ottimizzazione delle strutture già presenti in azienda.

La strategia ambientale Deatech

Deatech mette in pratica una serie di interventi gestionali mirati che lavorano su tutti i fronti dell’allevamento.

Ventilazione e raffrescamento

La corretta scelta, il posizionamento e l’impostazione del rapporto di funzionamento di ventilatori e nebulizzatori sono un requisito chiave, e spesso trascurato, per ridurre la temperatura corporea e massimizzare il raffrescamento delle bovine in tutta le zone della stalla.

Controllo periodico del THI

Il rapporto tra la temperatura e l’umidità ambientale, meglio noto come THI, rappresenta il principale indicatore per verificare la condizione di stress da caldo degli animali. Deatech grazie all’applicazione per smartphone THERMOTOOL è in grado di monitorare in modo agevole il THI in ogni momento della giornata e di indicare quali interventi eseguire in funzione del livello di stress in cui si trova l’animale.

Acqua di abbeverata: pulita, abbondante ed accessibile

Il mantenimento di un buon livello sanitario dell’acqua di abbeverata evita lo sviluppo di anomalie metaboliche nell’animale. L’abbondanza e l’accessibilità dell’acqua ne garantiscono la corretta e sufficiente assunzione in un periodo dell’anno dove il consumo aumenta in modo significativo.

Ridurre la densità dei gruppi e favorire gli spazi di riposo

Il mantenimento di una mandria non sovraffollata consente alle bovine di alimentarsi e di riposarsi correttamente, fattore quest’ultimo fondamentale per la produzione di latte. Inoltre, l’adeguata gestione dello spazio fa sì che il momento del parto avvenga in una condizione priva di stress.

Protocollo di contenimento della proliferazione degli insetti

L’adozione di un protocollo che contrasta la presenza degli insetti in allevamento è fondamentale sia per prevenire una condizione di fastidio e nervosismo delle bovine che ne limita il riposo, sia per evitare la diffusione di alcune patologie.

Pulizia delle zone di riposo e delle corsie

La sollecitazione dell’apparato locomotore durante il periodo caldo è particolarmente elevata perché le bovine trascorrono più tempo in piedi. Per questo motivo è fondamentale mantenere un’elevata frequenza di pulizia della stalla così da minimizzare lo sviluppo di patologie podali.

DEATECH AL TUO FIANCO 

Deatech è quotidianamente al fianco di ogni allevatore con un approccio globale che comprende sia la gestione alimentare che quella ambientale per risolvere uno dei principali problemi dell’allevamento delle bovine da latte.

Scarica la scheda del nostro approccio globale

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13 Ago

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LA STRATEGIA ALIMENTARE CONTRO LO STRESS DA CALDO: LE TECNOLOGIE DI SUPPORTO

13 Agosto 2018 | By |

 

PERCHÉ ABBIAMO INTEGRATO LA NOSTRA STRATEGIA ALIMENTARE BASE CON DELLE TECNOLOGIE DI SUPPORTO

È noto come la più importante conseguenza dello stress da caldo sia il calo della fertilità della mandria.

Per mantenere performance riproduttive ottimali anche durante il periodo più caldo dell’anno Deatech ha integrato la sua strategia alimentare base con sei tecnologie di supporto che consentono di:

  • Migliorare lo stato di salute delle bovine prevenendo le problematiche tipiche dello stress da caldo (perdita di peso – chetosi – ipoglicemia ecc.)
  • Equilibrare la razione tramite l’apporto di acidi grassi essenziali Omega 3
  • Ottenere insilati e concentrati sani e digeribili ed un ambiente confortevole ed igienizzato

Queste sono tre condizioni fondamentali che consentono di massimizzare le gravidanze estive garantendo, di conseguenza, migliori performance produttive ed un importante ritorno economico durante tutto il resto dell’anno.

 

COME SI INTEGRANO LE TECNOLOGIE DI SUPPORTO NELLA STRATEGIA ALIMENTARE BASE

Il nostro approccio, grazie all’integrazione delle tecnologie di supporto, è personalizzabile in funzione delle esigenze di ogni allevamento. Infatti, la definizione della specifica strategia alimentare per combattere lo stress da caldo avviene secondo un preciso ordine:

  • Screening dell’azienda per capire le problematiche dell’allevamento
  • Studio della gestione alimentare degli animali
  • Definizione di un approccio personalizzato e degli specifici risultati attesi

I nostri risultati: variazione annuale dei giorni di lattazione

 

LE NOSTRE TECNOLOGIE DI SUPPORTO

Le tecnologie di supporto Deatech consentono di massimizzare l’efficacia del nostro approccio alimentare agendo in modo globale su tutti i principali fattori di rischio legati allo stress da caldo.

 

SCHEDA A.G.S. SCHEDA AG3 80 SCHEDA TEGASAL SCHEDA TEGAFERT SCHEDA RUMIX SCHEDA RUMIX OMEGA SCHEDA PRIMWATT

 

DEATECH AL TUO FIANCO 

Deatech è quotidianamente al fianco di ogni allevatore con un approccio globale che comprende sia la gestione alimentare che quella ambientale per risolvere uno dei principali problemi dell’allevamento delle bovine da latte.

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03 Ago

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LA CARNE COME DOVREBBE SEMPRE ESSERE

3 Agosto 2018 | By |

PERCHÉ LA CARNE DI OGGI HA PERSO GUSTO E QUALITÀ NUTRIZIONALE

La moderna alimentazione dei bovini è povera di materie prime ad elevata qualità nutrizionale e le pratiche di allevamento sono spesso basate su un solo principio: produrre la massima quantità al minor costo.

Nel corso degli anni questo ha contribuito a squilibrare la nostra dieta e ad impoverire i nostri piatti.

Oggi le tematiche al centro dell’attenzione vertono sull’impiego di mangimi provenienti dal sistema di coltivazione biologico, sull’aumento degli spazi a disposizione degli animali, sull’utilizzo di sistemi di raffrescamento e sull’impiego consapevole dei farmaci in allevamento. Queste sono indubbiamente tematiche di rilievo ma che da sole non contribuiscono a migliorare la qualità nutrizionale degli alimenti.

Per questo motivo Filiera Nutrizionale, ponendosi come alleato alle diverse filiere esistenti nel mercato, promuove la sua missione: equilibrare l’alimentazione animale per riportare gusto e salubrità nei nostri piatti.

 

COME METTIAMO IN PRATICA LA NOSTRA MISSIONE

Una delle convinzioni che anima la filosofia di Filiera Nutrizionale è che il contributo di ognuno è indispensabile per migliorare la nostra alimentazione.

Lavoriamo ogni giorno sensibilizzando gli allevatori di bovini da carne sull’impatto del loro modo di produzione. Il nostro impegno è raggiungere precisi risultati che consentono di ottenere benefici sulla salute umana e animale.

Ogni volta che un allevatore di bovini da carne entra a far parte di Filiera Nutrizionale circa 1800 persone, tra cui 800 bambini, vengono nutrite bene e responsabilmente grazie all’equilibrio nutrizionale presente nei loro piatti.

 

COS’È PER NOI LA RESPONSABILITÀ SOCIALE

Vogliamo riportare al centro della filiera l’allevatore, ridandogli l’immagine positiva che merita.

Un allevatore responsabile è colui che nutre in modo sano i suoi animali per il loro benessere e per poter offrire al consumatore prodotti di qualità.

Filiera Nutrizionale si differenzia dai moderni sistemi di produzione standard in quanto gli allevatori aderenti si impegnano quotidianamente a rispettare uno specifico disciplinare di produzione. Questo si basa sulla reintroduzione di alimenti ormai in disuso nell’attuale nutrizione animale come erba, foraggi e semi di lino. L’uso di queste fonti alimentari garantisce una migliore salubrità e il benessere dei bovini, conferendo alla carne gusto e proprietà nutrizionali migliori, riconosciute da analisi di laboratorio e da oltre 1000 professionisti appartenenti alla comunità scientifica internazionale.

 

03 Ago

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LA STRATEGIA ALIMENTARE CONTRO LO STRESS DA CALDO: LE TECNOLOGIE BASE

3 Agosto 2018 | By |

PERCHÉ ABBIAMO SVILUPPATO DELLE TECNOLOGIE BASE

L’alimentazione durante il periodo caldo dell’anno rappresenta, assieme alla gestione dell’ambiente di stalla, il mezzo principale per combattere lo stress da caldo. Per questo motivo Deatech ha sviluppato un approccio alimentare che, grazie a tre tecnologie base, elimina gli effetti negativi dovuti agli alti livelli di temperatura e umidità.

Per Deatech la qualità della vita dell’allevatore ed il benessere animale sono aspetti fondamentali, ed è per questo che siamo gli unici ad avere una strategia alimentare completa in grado di agire sull’intero allevamento. Infatti, le tre tecnologie base garantiscono una condizione di benessere per le vacche in lattazione ma anche per bovine in asciutta e manze ponendo al centro dell’attenzione il miglioramento della fertilità. L’allevatore, grazie al nostro approccio, potrà tranquillamente dedicarsi ad altre attività in un periodo dell’anno particolarmente intenso sotto il profilo lavorativo.

COME MIGLIORIAMO IL BENESSERE E LE PERFORMANCE DEGLI ANIMALI

Sfruttando l’esperienza maturata sul campo e grazie alla costante ricerca di innovazione, Deatech ha sviluppato tre tecnologie base in grado di lavorare su diversi aspetti:

  • La regolazione del metabolismo animale
    – Inibendo i centri di sazietà
    – Riducendo la frequenza cardiaca e respiratoria
    – Controllando l’acidosi metabolica e ruminale
    – Stimolando le secrezioni pancreatiche
    – Aumentando la quantità e la qualità della saliva
  • La valorizzazione della razione grazie all’aumento della digeribilità dei nutrienti e dell’ingestione di sostanza secca
  • L’incremento della diuresi favorendo la termoregolazione per via urinaria

LE NOSTRE TECNOLOGIE BASE

Ogni tecnologia è stata studiata per ottimizzare le performance in base al tipo di animale.

SCHEDA RUMIFERM HYDRO EXTRA

SCHEDA DRY FRESH

SCHEDA GEST OMEGA HYDRO

Tutte e tre le tecnologie base contengono nella loro specifica formulazione THERMOEXTRA, la componente che fa la differenza contro lo stress da caldo nell’allevamento bovino. Infatti, grazie ad un pool di oli essenziali ed estratti vegetali, THERMOEXTRA garantisce una condizione di benessere anche durante i momenti più caldi dell’anno.

Guarda il video e scopri i benefici dell’applicazione di THERMOEXTRA in condizioni estreme come quelle degli allevamenti di bovine in Messico

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Deatech è quotidianamente al fianco di ogni allevatore con un approccio globale che comprende sia la gestione alimentare che quella ambientale per risolvere uno dei principali problemi dell’allevamento delle bovine da latte.

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18 Lug

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TUTTI I BENEFICI DEL LATTE SENZA ARRICCHIMENTI ESTERNI

18 Luglio 2018 | By |

PERCHÉ SCEGLIERE IL LATTE DI FILIERA NUTRIZIONALE?

Il latte non è tutto uguale, il gusto e soprattutto le proprietà nutrizionali dipendono da come sono stati nutriti gli animali che ci forniscono questo prezioso alimento. Così come per il vino, anche per il latte esistono diverse tipologie molto differenti tra loro per qualità e gusto.
L’arricchimento del latte con altre sostanze, come ad esempio l’olio di pesce, è una pratica oggi molto diffusa che spesso causa un peggioramento del gusto e snatura l’identità del prodotto.

Al contrario, Filiera Nutrizionale produce un latte naturalmente buono sia per il gusto che per la salute di chi lo beve. Questo è possibile grazie ai nostri protocolli alimentari che pongono al centro la corretta e bilanciata nutrizione animale perchè quando gli animali mangiano bene, noi mangiamo meglio.

 

COME SI OTTIENE UN LATTE NATURALMENTE MIGLIORE NEL GUSTO E NELLE PROPRIETÀ NUTRIZIONALI?

È molto semplice. Basta alimentare gli animali nel modo più naturale e salutare per le loro caratteristiche fisiologiche: privilegiando i foraggi, formulando una razione equilibrata ed introducendo, soprattutto in inverno, fonti vegetali come i semi di lino. La loro composizione nutrizionale simile all’erba di campo primaverile gli conferisce proprietà antinfiammatorie e regolatrici del metabolismo delle bovine.

PARAMETRI ANALIZZATI

COSA DIVERSIFICA IL LATTE DI FILIERA NUTRIZIONALE DA UN LATTE CONVENZIONALE?

Il latte di Filiera Nutrizionale è unico e si differenzia da quello convenzionale perché:

  • Contiene i grassi “buoni” ed è supportato da studi scientifici che ne hanno dimostrato l’efficacia nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.
  • È validato e controllato da laboratori accreditati che analizzano 11 parametri riguardanti il profilo degli acidi grassi.
  • Il metodo di produzione Filiera Nutrizionale è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come alternativa agricola sostenibile per ridurre le emissioni di gas serra.​​
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RICONOSCIMENTO ONU

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